Analisi tecnica grafica: trend, trendlines, canali
Definiamo innanzitutto il concetto di "trend", principio molto importante alla base dell'analisi tecnica. Il trend, o tendenza, rappresenta la direzione verso cui si muove il grafico delle quotazioni di un bene finanziario. A seconda della loro direzione, i trend possono essere al rialzo (trend rialzista), al ribasso (trend ribassista) o costanti (trend costante). Sulla base del periodo preso in considerazione, si possono poi individuare trend primari, secondari e trend minori. L'individuazione di un trend richiede spesso una notevole capacità analitica e interpretativa da parte dell'operatore e non può in alcun modo essere slegata dall'arco temporale di osservazione: quello che a prima vista può sembrare un trend al ribasso può ad esempio rivelarsi, nell'ottica di un periodo più ampio di tempo, una correzione temporanea di un trend rialzista.
Le trendlines, o linee di tendenza, sono delle rette che delimitano il movimento del trend. Se congiungono minimi e massimi crescenti si è in presenza di una trendline rialzista, se invece collegano minimi e massimi decrescenti, la trendline sarà ribassista. La definizione di una trendline non è un'operazione univoca e può quindi essere soggetta a variazioni a seconda della sensibilità dell'analista ed alla complessità del grafico di riferimento; in linea di massima, comunque, più la trendline tocca punti di minimo (o di massimo) del grafico, più questa è considerata attendibile.
Talvolta gli analisti tracciano una parallela alla linea di tendenza principale, passante per almeno un punto di massimo o di minimo del grafico (a seconda che ci si trovi di fronte a trend ascendenti o discendenti). La figura che ne risulta prende il nome di "canale". I canali, che possono essere rialzisti, ribassisti o statici, offrono informazioni sullo spessore del mercato. E' opinione degli analisti tecnici che canali ampi sono dimostrazione di situazioni consolidate, in genere riferibili a lunghi periodi di tempo, con trend tendenzialmente più stabili. Canali ristretti e ripidi vengono invece considerati complessivamente più fragili e meno stabili.